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Il Tartufo Bianco (tuber magnatum Pico), conosciuto nel mondo con l’appellativo di Tartufo Bianco di Alba o di Acqualagna, si raccoglie da Settembre a Gennaio.
Il Tartufo per eccellenza, il più ambito al mondo. Il suo aroma è inconfondibile, soave ma intenso, vellutato ma deciso.
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Prodotto 100% Made in Italy
| Pezzatura | Grande 15-60 g, Media 5-15 g |
|---|---|
| Peso netto | 100gr, 150gr, 200gr, 250gr, 300gr, 500gr, 1Kg |
La fornitura del tartufo bianco pregiato in genere è costituita da tartufi di peso variabile. È possibile scegliere tra due diverse selezioni:
– “MEDIA 5-15 g”: la fornitura è composta da tartufi di dimensione compresa tra 5 e 15 grammi e tartufi spaccati superiori a 15 grammi, in proporzione al peso dell’ordine e a seconda della disponibilità.
– “GRANDE 15-60 g”: la fornitura è composta da tartufi di dimensione uguale o maggiore a 15 grammi fino a un massimo di 60 grammi, in proporzione al peso dell’ordine e a seconda della disponibilità.
La qualità del tartufo non è determinata dalla grandezza. A secondo dell’uso che se ne deve fare in cucina è possibile scegliere il prodotto più adeguato. Se si desidera acquistare i tartufi per utilizzarli come base del piatto si può optare per una selezione anche più piccola, al contrario se si desidera avere una bella fetta sul piatto è sicuramente consigliato acquistare la selezione 15-60 g.
Certo è che un tartufo di maggiore dimensione è anche più facile da pulire e da trattare in cucina.
A differenza dei funghi epigei, che è sufficiente pulirli dalla terra con un panno umido, il tartufo va lavato sotto l’acqua corrente fredda, con l’ausilio di una spazzola a setole morbide. Asciugalo bene con carta assorbente prima dell’uso. Il tartufo non va sbucciato.
È preferibile consumare il Tartufo Bianco a crudo per non perdere il suo aroma raffinato, affettato finemente su piatti caldi.
Si consiglia comunque per esaltarne ancor più i profumi di lavorarlo insieme al burro per crearne una base da utilizzare su ogni piatto.
Grazie al suo aroma piuttosto intenso, necessitano pochi grammi per donare carattere ad ogni piatto.
Usatelo nelle basi dei vostri piatti a base di burro e formaggio, o a crudo su pietanze calde per far uscire tutto il suo aroma.
È necessario conservarlo in frigorifero, avvolto da carta assorbente o canovaccio di cotone in un contenitore di vetro o di plastica a chiusura ermetica.
La carta o il canovaccio dovrà essere cambiata ogni giorno per evitare di tenerlo troppo umido.
Il tartufo fresco non va conservato nel riso, in quanto il riso tende ad assorbire molto velocemente i liquidi portando a seccare e quindi far morire il tartufo.
Inoltre per far sì che il tartufo non si deteriori in fretta è bene conservarlo sporco, con la propria terra, e di procedere al lavaggio solo all’occorrenza.
Il Tartufo Bianco o Tartufo Bianco di Alba o di Acqualagna ha un aroma inconfondibile, soave ma intenso, vellutato ma deciso.
La gleba (polpa interna) è caratterizzata da un colore che va dal rosa cipria al rosa intenso, quasi marrone, con venature molto sottili.
Il peridio (scorza esterna) è liscia, dal colore giallo chiaro all’ ocra in base al luogo di raccolta. Infatti è proprio la diversità di ambienti che dona caratteristiche e profumi diversi che rende ogni tartufo unico nel suo genere.
Il Tartufo Bianco pregiato (tuber magnatum Pico) si raccoglie DA SETTEMBRE A GENNAIO.
Il tartufo bianco pregiato vive in ambienti freschi e generalmente ombreggiati tipici dei versanti delle colline e dei fondovalle. I migliori terreni sono quelli costituiti da terra fine (sabbia, limo, argilla) e ricchi di carbonati. È presente a quote che vanno da 100 fino ai 500/600 metri s.l.m.. Le specie arboree con cui meglio vive in simbiosi sono le Querce, i Salici, i Carpini, i Tigli e i Pioppi.
La ricerca di questo rarissimo fungo è tra le più difficili, in quanto è l’unico Tartufo che può trovarsi anche ad un metro di profondità e questo ancor di più ci fa capire la sua rarità e la sua difficoltà nell’ individuarlo.
Il prezzo del tartufo può variare di giorno in giorno e in ogni stagione. Dipende principalmente da quanto tartufo è possibile raccogliere in natura e da quanta richiesta c’è dello stesso.